Convegno Internazionale di Falconeria e raduno dei falconieri
Si tiene l’ultimo fine settimana di ottobre ed è una rievocazione federiciana della caccia col falcone, animale caro all’Imperatore. Nei due giorni della manifestazione, il castello e l’antico borgo, imbandierati ed animati da spettacoli (giocolieri, cantastorie,mangia fuoco) che rievocano i tempi del grande svevo. Nel corso della manifestazione un corteo storico dedicato a Federico II con gruppo di falconieri.
Sagra della “Varola”- penultimo week-end di ottobre
E’ il trionfo della castagna e si tiene la penultima settimana di ottobre. E’ una manifestazione importante e di antica istituzione: la prima edizione risale infatti al 1960. Rappresenta un forte richiamo per i turisti, provenienti da tutta l' Italia. Si svolge nel centro storico, che per l’occasione si trasforma in un vasto castagneto, con quintali di castagne tipiche del luogo, il “marroncino di Melfi”, trasformate in profumate caldarroste, innaffiate dal poderoso vino aglianico del Vulture. Numerosi gli stand con dolci e specialità a base di castagne e banchetti allestiti per degustare piatti tipici aventi come protagonista il saporito frutto autunnale. E’ un momento di socializzazione che mira ad esaltare questo marroncino, candidato al marchio IGP.
Festa dello Spirito Santo
E’ unica in Italia ed una delle più antiche tradizioni della Lucania. E’ legata all’evento storico del 23 Marzo 1528, quando un esercito francese assediò la città di Melfi trucidando gran parte della popolazione, ricordato come la “Pasqua di sangue”. I superstiti a questo eccidio si rifugiarono nella Selva dello Spirito Santo sul monte Vulture, nei pressi dell’omonima chiesetta, e ritornarono in città il giorno di Pentecoste, quando la città venne liberata dall'esercito spagnolo. Ogni anno, oltre alla rievocazione storica con attacco, combattimento e incendio della porta venosina e del castello, si ripete il pellegrinaggio alla volta della chiesa rupestre dello Spirito Santo, dove si raccolgono migliaia di fedeli. Si assiste alla Santa Messa, e dopo una bella escursione nei boschi del Vulture, si ritorna in città.
In processione, su un carro trainato da buoi, la statua della SS. Trinità, unitamente a quella di S. Michele, protettore dei boschi del Vulture. Si affianca un corteo storico in costumi rinascimentali spagnoli, aperto da due paggi recanti le pergamene dell’imperatore Carlo V, che ricordano il conferimento a Melfi del titolo di “fedelissima” e l’esenzione per 12 anni da ogni tipo di tributo fiscale. Seguono tamburini, alfieri con le bandiere delle sei porte della città, alabardieri, sbandieratori, trombonieri e cavalieri con palafrenieri che fanno ala al Capitano spagnolo.
Tradizione delle “paneduzze”
Il giorno dell’Immacolata si distribuiscono piccoli pani azzimi, simbolo di fede presso i popoli orientali. L’usanza fu introdotta dalla colonia dei Coronei, venuta a Melfi dopo l’eccidio del 1528. La tradizione si celebra nella chiesa di S. Maria ad Nives seguita dal concerto dell'Immacolata.